Un corvo oscurava il mio cammino.
Una cupa voce sentivo vicino.
Una luce vedevo in lontanaza;
oimé fioca per infondere speranza.
Roccia siam levigati dal vento.
Una timida luce nel firmamento.
Come sabbia, plasmati dalle onde
e rimossi da placide sponde.
La voce soffocava il mio petto
temevo, turbata il suo cospetto.
Il corvo spezzó le mie ali;
presagio di novelle fatali.
Una luce apparve in lontananza:
forse realtá, Morfeo o speranza?
Ed una donna tra cielo e terra
recó nel mio cuore la guerra.
Il corvo disse: da terra veniamo
e alla nera terra ritorniamo.
Quel dire strinse la mia gola
ove si soffocó la mia parola.
Figli siamo di un umile momento.
Fragili fiori sradicati dal vento.
Tormentati dall'umano affanno
che é desire di vivere eterno.
28 June 2009
26 April 2009
Cittá regali
Edinburgo, cittá di millenaria storia
che re e comuni portasti alla gloria.
Tu ispirasti menti audaci,
che contennero azioni voraci
Salvó il coraggio le tue insegne,
che di rispetto e riverenza son degne;
custodite nell'alto della rocca
o in meandri che mente umana non tocca
Sin alla grand torre giunsero esse,
ché al gran trono furon ammesse.
Sí regnaron pur sull'Inghilterra
che fiera dominó mari e terra.
Le sue navi giunsero sin al lontano mare
per un destino che solo il tempo puo' alterare.
Salpono esse dal regno d'occidente
alla conquista del terre d'oriente.
che re e comuni portasti alla gloria.
Tu ispirasti menti audaci,
che contennero azioni voraci
Salvó il coraggio le tue insegne,
che di rispetto e riverenza son degne;
custodite nell'alto della rocca
o in meandri che mente umana non tocca
Sin alla grand torre giunsero esse,
ché al gran trono furon ammesse.
Sí regnaron pur sull'Inghilterra
che fiera dominó mari e terra.
Le sue navi giunsero sin al lontano mare
per un destino che solo il tempo puo' alterare.
Salpono esse dal regno d'occidente
alla conquista del terre d'oriente.
Una foglia sul mio cammino
C'era una foglia morta
che il vento non piú trasporta.
Era intatta sul mio cammino
e la sentivo stanamente vicino
Dei miei cari ne era la storia.
La di cui stima li innalza alla gloria.
Ché per la vita la lotta perenne,
ne crea un ricordo solenne
Ei dalla vita son stati provati
e non san quanto sono stimati.
Son come la foglia piu' forti del vento
e son per me di grande insegnamento
In un sogno son desta
E' forse un seren sogno irreale
quel sentir leggiadro di farfalle;
O e' forse una magia reale
quel che sento dentro e sulla pelle?
E' forse il mio sogno animato
da Cupido, il dio infiammatore,
che lesto, Morfeo ha ingannato,
inseguito dalle ninfe dell'amore?
Nel ver dal sogno non son rapita;
desta, scopro un corpo che glorifica
il dolce mistero di una nuova vita.
L'uomo e la donna
Noi siamo l'uomo e la donna
Marinai in balia della tempesta
Ci unisce una ricerca eterna
che il passare del tempo non arresta.
Figli siamo della stirpe di Ulisse
Sí, il genio solerte ci stupisce
Possiam della ragion esser l'eclisseIl canto delle sirene ci rapisce.
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